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Il Carro di Picchipò

Compagnia Teatrale

Noi siamo la compagnia teatrale partenopea “Il carro di picchipò“, un gruppo giovane ed eterogeneo di persone amanti del teatro, che hanno deciso di crescere insieme, confrontandosi sempre con testi nuovi.

Ma perché questo nome? Il carro di pickipò è un’espressione dialettale nata sul finire della Seconda Guerra Mondiale, di origine non proprio felice: è infatti la storpiatura della scritta tedesca posta sui treni dei deportati, che i napoletani non riuscivano a pronunciare. Cominciarono quindi a chiamarli carri di “pickipò” o “picchipò

Carri che trasportavano, loro malgrado, centinaia di persone di ogni etnia, età, ceto, cultura e religione. Insomma, quanto di più misto possibile. Ecco che da allora, in vernacolo, l’espressione carro di pickipò si usa per indicare tante persone, con idee diverse, in partenza per un viaggio non certo agevole e la cui meta è sconosciuta.

Metafora quindi, di un convoglio su cui si viaggia tutti insieme, senza gerarchie, dove la solidarietà dà la forza di affrontare le difficoltà, acquistando valore assoluto e forza vitale.

Nota:
alcuni sostengono che si tratti invece dello stravolgimento di pick-up, e si riferirebbe all’assalto delle truppe alleate

Compagnia

Daria Cecere

Enrico Scoppa

Lamberto Lamberti

Laura Piccialli

Collaboratori

Dal 2017

Francesca Esposito – Regista

Gino Piretti – Maestro di musica

Pia Castello – Trucco e parrucco

Paolo Labrano- Interprete

Roberta Fonseca – Interprete

Federica Esposito – Interprete

 

Dal 2018

Andrea Fuscone – Autore e Regista

Anna Ferraioli – Interprete

Pietro Cassandro – Interprete

Angela Cassandro – Interprete

Alberto Consiglio – Interprete

Vincenzo Guarracino – Interprete

Lidia Amen – Interprete

Annamaria Del Litto – Interprete

Eduardo Mazza – Fotografo

Storia della compagnia

La compagnia teatrale “Il Carro di Picchipò” nasce nel 2015 con il Patrocinio dell’Associazione Culturale “Vento del Monte Curvale”, e successivamente dell’Associazione Culturale “Sebethia ter“.

Il gruppo è nato dall’idea e volontà comune di Lamberto Lamberti, Laura Piccialli e Francesca Esposito (a suo tempo Regista della Compagnia), reduci da esperienze precedenti vissute sia in Compagnie differenti che insieme, come la preparazione di altri spettacoli teatrali e la partecipazione alla messa in scena di un’opera di danza classica, nell’interpretazione non danzata, di tre personaggi.

La sede del gruppo è stata, fino all’inizio dei lavori di ristrutturazione tutt’ora in corso, la Casa del Popolo “Villa Medusa”, in via di Pozzuoli 110, Napoli.

 

Dopo una serie di trasformazioni il gruppo ha raggiunto la sua composizione attuale e definitiva, che prevede solo quattro degli elementi originari: Lamberto Lamberti, Laura Piccialli, Daria Cecere, Enrico Scoppa con la cooperazione affettuosa di Ivan Sini.

La Compagnia esordisce il 16 ottobre 2016 nello splendido e suggestivo scenario dei giardini di Villa Medusa, mettendo in scena un lavoro di W. Shakespeare:  La Commedia degli Equivoci.
Lo stesso spettacolo è stato riproposto in più repliche, in diversi teatri, nel corso del 2016.

 

Nel marzo 2016, l’attore, regista e cabarettista catanzarese Enzo Colacino, regala alla Compagnia un suo testo del 1998, “Fama, Amura e…Malatìa”, che verrà portato in scena, per la prima volta, alla presenza dell’autore, il 23 settembre 2017, nell’ambito della 7° edizione della rassegna “Una Festa al Borgo”, organizzata dall’Associazione Socioculturale “Cappella Futura”. Nel corso del 2017 e 2018 la stessa commedia viene riproposta più volte in più teatri.

 

In concomitanza con l’allontanamento dalla città, per ragioni di lavoro, della regista Francesca Esposito, Andrea Fuscone, dopo aver collaborato in qualità di attore alle repliche di “Fama, Amura e…Malatìa”, propone un suo lavoro dal titolo “Se son rose fioriranno”, assumendone la regia e integrando il cast con alcuni attori esordienti e coinvolgendo attori, quali Angela e Pietro Cassandro, Anna Ferraioli, Alberto Consiglio ed Enzo Guarracino, provenienti dalla stessa compagnia amatoriale da cui proviene Andrea Fuscone, cioè “La rosa dei 20”, che è sempre molto sensibile a supportare gruppi emergenti, come è già accaduto in passato.
Altro tema caratterizzante è il coinvolgimento di alcuni bambini che contribuiscono a regalare freschezza al lavoro e che ricevono dal teatro un contributo di crescita e di maturazione, avvicinandoli a questa espressione artistica.